mercoledì 14 aprile 2010

Dal 15 aprile al 15 maggio La Spagna di scena a Roma


La Spagna di scena a Roma

Martedì, 13 Aprile 2010

Torna a Roma, nella galleria Alberto Sordi, il tradizionale appuntamento con la Spagna: tour operator e compagnie aeree e marittime avranno per la prima volta un loro spazio per commercializzare le destinazioni spagnole. Dal 15 aprile al 15 maggio la galleria ospiterà lo stand dell’ufficio spagnolo del turismo dove saranno presenti diverse regioni e città per annunciare le novità primavera-estate. Aprirà l'Andalusia, fino al 19 aprile. Seguirà Valencia, dal 20 al 25; la Catalogna dal 26 al 30 di aprile; dal 2 al 6 maggio ci saranno le regioni dei Paesi Baschi e de La Rioja, dal 7 al 10 maggio l’Aragona e Zaragoza. Al termine le Baleari, dal 11 al 15 maggio. La Spagna a Roma continua a dare buonissimi risultati nella promozione della stagione primavera-estate. Fra le offerte presenti ci saranno quelle di King Holidays, Dreamland, Futurviaggi, InViaggi, Eden Viaggi, Grimaldi, Vueling e Ryanair. Quest’ultima sorteggerà dei viaggi verso le diverse città presenti nello stand di Turespaña. Nei primi due mesi dell’anno 335 mila 914 italiani hanno visitato la Spagna, un +13,1% rispetto al 2009. In totale, il Paese ha ricevuto fra gennaio e febbraio un totale di 5,2 milioni di turisti, di cui il 6,4% dall’Italia.

lunedì 29 marzo 2010

Don Peppe Diana. Per amore del mio popolo. A Roma il g(i)usto della legalità, sapori, suoni e visioni anticamorra

Arriva a Roma uno dei 100 passi verso il 19 marzo, sedicesimo anniversario dell’omicidio di don Peppe Diana, il parroco della chiesa di san Nicola a Casal di Principe (CE) promotore del documento anticamorra Per amore del mio popolo. La serata sarà l’occasione per presentare la cooperativa sociale Le terre di don Diana, per la gestione di terreni confiscati alla criminalità in Campania partendo dai comuni di Castel Volturno e Cancello Arnone.

SAPORI – I partecipanti potranno assaggiare i paccheri di don Diana, la pasta artigianale fatta dalla Cooperativa pastai gragnanesi con il grano duro raccolto sui terreni confiscati di Pignataro Maggiore.

SUONI – Durante la serata ascolteremo le note di Io non mi sento italiano, il noto brano di Giorgio Gaber riletto dagli A67 a sostegno del lavoro di Libera nelle terre confiscate alle mafie.

VISIONI – Lo spazio daSud ospiterà la mostra dedicata al fumetto Don Peppe Diana. Per amore del mio popolo (Round Robin Editrice), Premio Giancarlo Siani 2009. Saranno presenti gli autori e i disegnatori.

Interverranno, alle ore 19, presso lo Spazio daSud, in via Gentile da Mogliano 168-170, a Roma:
- TINA CIOFFO, giornalista – Libera Caserta
- ENRICO FONTANA, consigliere Regione Lazio
- DAVIDE PATI, Ufficio nazionale beni Confiscati di Libera
- VALERIO TAGLIONE, referente Libera Caserta – Comitato don Peppe Diana
- ANTONIO TURRI, responsabile di Libera per il Lazio
- Modera LUIGI POLITANO, Associazione daSud – Round Robin Editrice

Master flash in Cinema e Spettacolo


Aperte le selezioni al Master operativo in produzione Cinematografica e Televisiva.
La metodologia didattica si basa sul sistema induttivo di apprendimento: dalla
sperimentazione attraverso esercitazioni, simulazioni, project work, si
estraggono le regole su cui si basano i comportamenti efficaci.
Attraverso il supporto
costante di professionisti e tecnici del settore e la disponibilità in loco
delle strumentazioni di ripresa, i partecipanti sviluppano tutte le fasi della
regia, integrando
elevati contenuti tecnici ad un approccio di tipo operativo.
Professionisti e tecnici del settore forniscono un supporto concreto nella ideazione, progettazione, realizzazione e gestione del prodotto televisivo e cinematografico sul mercato.

Durata:
3 mesi in aula di stage/laboratorio
Sede: Roma

Start
Up: Aprile 2010
Costi:
1000+Iva
Sede:
Studi Televisivi, Roma

Info-Tel.06 - 95550633 - Fax 06 -99330900

Mail: segreteria@accademiaparioli.it

www.accademiaparioli.it
/ www.rollsservice.it

domenica 28 marzo 2010

Suite India Bed and Breakfast a Trastevere

Nel cuore di Trastevere, la Suite India B&B si trova in una posizione strategica, sia per chi desideri visitare il centro storico di Roma, sia per gli amanti della natura. A pochi minuti di distanza, infatti, si trovano sia luoghi di interesse artistico come Santa Maria in Trastevere, piazza Navona e il Pantheon sia aree verdi come il Gianicolo, il parco di Villa Pamphili e l’Orto Botanico. La zona, inoltre, è ben collegata con un servizio di bus e tram.
Anche gli appassionati della vita notturna non resteranno delusi: il quartiere, infatti, è ricco di ristoranti, trattorie, cinema, teatri e locali di vario genere.
Questo B&B è la sistemazione ideale per chiunque sogni un viaggio nella capitale senza rinunciare all’atmosfera di casa.

giovedì 1 ottobre 2009

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giovedì 13 agosto 2009

Giovanili di Roma 2009

Giovanili di Roma 2009
Gli estivi dei record


Nella quinta giornata dei campionati estivi di categoria altri nove primati italiani. E siamo a 19. Natullo stabilisce quello assoluto dei 100 farfalla con 52.14. Risultati onine


Risultati completi

Roma, il furto-record nel giorno delle ronde

Roma, il furto-record nel giorno delle ronde

Il palazzo del record dei furti

ROMA - Nessuno li ha sentiti. Nessuno li ha visti. Via Gregorio Ricci Curbastro è una strada stretta a due passi da Trastevere. Domenica scorsa Roma era rovente, le persiane delle case abbassate, non un rumore, se non quello degli alberi sfiorati dal vento caldo di scirocco.

Loro - i ladri - sono entrati al civico 56 e hanno svaligiato in poche ore dieci appartamenti, uno dopo l'altro. Un record, una razzia consumata senza controlli, a due passi dal commissariato di polizia San Paolo, un "esproprio" di oggetti, di storie, di memorie, portato a termine con calma, passando di balcone in balcone. Hanno rubato con la furia addosso, scardinato porte, pisciato sui divani, mangiato e bevuto in quelle cucine ordinate, in quelle case vuote e inermi. Qualcuno, tra i condomini, ha messo un cartello che è come un necrologio: "Attenti, qui in un solo weekend sono stati depredati 10 appartamenti".

A voler essere esatti con le cifre, bisognerebbe dire dieci appartamenti più gli altri tre svuotati nel ponte del 29 giugno. Se poi andiamo indietro di tre mesi, la contabilità criminale cambia ancora: i furti sono stati venti. Sì, sempre qui, al civico 56. Due edifici, otto scale, media borghesia. Case costruite alla fine degli Anni Sessanta dall'Enpaia (Ente nazionale di previdenza per gli addetti e gli impiegati in agricoltura), poi cedute al libero mercato. Zona tranquilla, dicevano.

Adesso stanno tutti lì, i proprietari dei nidi violati, tutti nella guardiola del portiere Giovanni. Antonio Albanesi, avvocato in pensione dell'Alitalia, è una delle vittime del "multifurto", come lo chiama. Non alza la voce, non si agita. E' più che altro ferito dentro: "Non ho più voglia di stare a casa. A me non interessa se sono stati italiani o stranieri. E non voglio che mi si dica che quello che ci servono sono le ronde. Quello che ci serve sono polizia e carabinieri. Io pago le tasse e voglio essere difeso da loro".

La sicurezza o la percezione della sicurezza: su questo si vincono o perdono le elezioni, di questo tutti parlano, con i distinguo delle ultime ore tra ronde diurne alla Alemanno e "modello partecipato" alla bolognese, con la rabbia sotto pelle, pronta ad essere intercettata dalla Lega, con il fatalismo un po' dolce, ironico, che esibisce Giovanni, portiere napoletano: "Io, la domenica, mentre rubavano, ero al mare. D'altra parte non mi pagano i festivi"). Al solito, la carne viva è altra cosa dal dibattito. Entri nelle stanze stuprate e capisci perché la paura va rispettata e alla paura bisogna dare risposte serie, non emotive. Claudia Cirelli è la signora del quarto piano: "Non mi sento più a casa mia. E' cambiato tutto. Questa gente ha camminato con le scarpe sporche sopra i miei vestiti, ha fatto pipì sul mio divano, ha aperto il frigo, si è fatta un panino, ha fumato. Hanno portato via le catenine della prima Comunione di mia figlia, persino le sue matite colorate. Hanno rubato un pezzo della nostra vita e noi ci sentiamo nudi, indifesi". C'è bisogno di mondare, di pulire, di liberarsi da odori, da impronte, da quella presenza ostile che ha toccato, strappato, sporcato. "Ci saranno almeno cento lavatrici da fare", dice l'avvocato Albanesi. Da lui sono entrati con una falsa chiave europea.

La moglie si diletta a lavorare la lana. Teneva i gomitoli nei cassetti. Ha trovato tutto per terra. Mancano gioielli, soprammobili, anche una bottarga portata dalla Sardegna. "La casa era un inferno. C'era un vaso pieno di biglie colorate. E' finito per terra. Deve aver fatto un rumore tremendo. Ma nessuno ha sentito".

Domenica d'agosto, via Gregorio Ricci Curbastro, che è il nome di un matematico di Lugo, creatore del calcolo differenziale assoluto. Nessuno in strada, Giovanni al mare, il commissariato di polizia a due passi (ma senza mezzi per vigilare su tutto, dicono gli agenti). E loro - i ladri - che arrivano. Entrano con una chiave, svaligiano e poi da un balcone saltano altrove. Una, due, tre, dieci volte. Gabriella Micci, 84 anni, adesso vive nel terrore. Porta chiusa con tre mandate. Spiega Albanesi: "Apre solo se sente un certo suono di campanello che abbiamo concordato". La casa che diventa una prigione. "Mia madre ha 90 anni, sta bene - dice Maria Pia Pacchetti - però adesso vuol andarsene da qui".

Si chiedono che cosa succederà il prossimo weekend: "Verranno ancora? Ci rapineranno ancora?". Si sentono abbandonati, nel cuore di Roma. Tra gli inquilini c'è una funzionaria del ministero dell'Interno, un'altra signora lavora all'ufficio stampa del ministro Gelmini: "Forse ci conviene pagare un vigilante di tasca nostra". Ne stanno discutendo in queste ore ma l'avvocato Albanesi insiste: "Voglio essere difeso da polizia e carabinieri, sono per la legalità". E' di sinistra, Albanesi, a suo tempo "orgoglioso di essere nel Pci": "Credo ancora nella solidarietà, nella convivenza, nella ricchezza che produce la differenza". E se trovassero chi le ha depredato la casa? "Niente giustizia fai da te. C'è la legge, solo quella. Dovrebbero pagare. Quattro o cinque anni, veri, di galera".

(13 agosto 2009)

[www.repubblica.it]